Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS): cause, sintomi e il legame con l’infertilità

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), o policistosi ovarica, è il disturbo endocrino più frequente tra le donne in età fertile. La sua prevalenza varia tra il 6–20%, rendendola una condizione estremamente comune, spesso sottovalutata e talvolta non diagnosticata.

Descritta per la prima volta nel 1935 da Stein e Leventhal, la PCOS si manifesta con un quadro clinico molto variabile, che può includere irregolarità mestruali, acne, irsutismo e aumento di peso associati ad ovaie policistiche. Con il progresso scientifico, sono stati chiariti il ruolo degli androgeni, dell’LH (ormone luteinizzante) e dell’insulino‑resistenza, così come l’importanza della diagnostica ecografica.

Oggi sappiamo che la PCOS non interessa solo la fertilità o l’adolescenza, ma può avere ripercussioni per tutta la vita della donna, influenzando metabolismo, benessere ormonale e salute cardiovascolare.

Grazie al contributo della Dott.ssa Iolanda Iannella, Specialista in Ginecologia e Ostetricia presso SYNLAB SDN, ecco un approfondimento completo sulla PCOS.

 

PCOS: una sindrome complessa e multisistemica

La PCOS è una condizione polisintomatica, difficile da inquadrare con un’unica definizione perché coinvolge aspetti morfologici, clinici, biochimici e metabolici.

Per questo motivo la diagnosi si basa sui cosiddetti criteri di Rotterdam, secondo i quali è sufficiente la presenza di almeno due tra:

  1. Iperandrogenismo clinico e/o biochimico
  2. Disfunzione ovulatoria: cicli irregolari o assenza di ovulazione
  3. Ovaio con morfologia policistica (PCOM) all’ecografia

L’aspetto policistico è definito da un eccessivo numero (≥12) di follicoli antrali di 2–9 mm per ovaio e/o da un volume ovarico aumentato.


PCOS e salute metabolica

La PCOS non è solo una condizione ginecologica, ma è associata a importanti disfunzioni metaboliche tra cui:

  • insulino‑resistenza
  • iperinsulinemia
  • obesità
  • aumento del rischio di diabete mellito di tipo 2
  • aumento del rischio di malattie cardiovascolari
  • maggiore incidenza di depressione

Durante la gravidanza, le donne con PCOS sono più esposte a:

  • aborto spontaneo
  • diabete gestazionale
  • pre-eclampsia
  • anomalie congenite fetali

Per questo motivo è essenziale un follow-up ginecologico ed endocrinologico accurato.

 

PCOS: quali sono le cause?

Le cause della PCOS non sono ancora del tutto chiare, ma esistono due principali teorie eziopatogenetiche.

1. Alterazione della steroidogenesi ovarica

Una produzione eccessiva di androgeni provoca:

  • Attivazione della crescita dei piccoli follicoli antrali che, pertanto, aumentano di numero rispetto a quanto avviene nell’ovaio normale;
  • Induzione prematura di un eccesso di recettori follicolari per l’LH;
  • Arresto della maturazione dei follicoli;
  • Disturbo nella selezione del follicolo dominante, come conseguenza della prematura luteinizzazione follicolare;
  • Sviluppo della caratteristica morfologia policistica dell'ovaio

2. Insulino‑resistenza

L’insulina agisce sulle cellule ovariche favorendo la produzione di androgeni, aggravando la disfunzione ormonale. In molte donne con PCOS si osserva:

  • insulino‑resistenza
  • iperinsulinemia
  • obesità (fino al 50% dei casi)

 

Sintomi della PCOS: quando sospettarla

I principali sintomi includono:

  • cicli mestruali irregolari o assenti
  • irsutismo (peluria eccessiva su viso, pancia, seno, gambe)
  • aumento di peso o difficoltà a dimagrire
  • acne, pelle grassa
  • perdita di capelli (alopecia androgenetica)

Gli esami ormonali possono indicare aumenti di:

  • insulina
  • LH
  • estrogeni

L’ecografia pelvica evidenzia spesso ovaie aumentate di volume e ricche di follicoli.

 

PCOS e infertilità: qual è il legame?

Secondo l’OMS, l’infertilità è la mancata gravidanza dopo 8–12 mesi di rapporti mirati non protetti. La PCOS è una delle principali cause di infertilità anovulatoria: circa il 30% delle coppie che chiedono supporto per infertilità presentano una forma di anovulazione collegata alla sindrome.

Un concetto importante da ricordare: le donne con PCOS non sono sterili, ma meno fertili perché ovulano in modo irregolare. Con una corretta gestione, molte pazienti ottengono gravidanze spontanee o assistite.

 

Come si tratta la PCOS? Le opzioni terapeutiche

1. Modifiche dello stile di vita

Fondamentali per migliorare ovulazione e metabolismo:

  • controllo del peso
  • attività fisica regolare
  • riduzione degli zuccheri
  • dieta ricca in fibre, legumi, cereali integrali, omega 3, vitamina B12, zinco

2. Terapie farmacologiche

Tra i farmaci più utilizzati:

  • estro‑progestinici, la pillola anticoncezionale 
  • letrozolo 
  • clomifene citrato
  • metformina
  • gonadotropine per stimolare l’ovulazione

3. Integratori: il ruolo dell’inositolo

Il myo‑inositolo (MI) e il D‑chiro‑inositolo (DCI) possono essere scelti dal ginecologo come terapia in grado di intervenire, con il tempo, su diversi aspetti del funzionamento ormonale. Questi integratori, infatti:

  • migliorano la sensibilità all’insulina
  • riducono insulinemia e resistenza insulinica
  • contribuiscono alla regolarizzazione del ciclo
  • supportano l’ovulazione

 

Quando rivolgersi allo specialista?

Se presenti cicli irregolari, aumento di peso inspiegabile, acne severa, irsutismo o difficoltà a concepire è fondamentale rivolgersi al ginecologo quanto prima. Nei Centri Medici SYNLAB potrai trovare esperti in ginecologia che ti supporteranno in ogni fase, dalla diagnosi a eventuali percorsi mirati per la fertilità.

 
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