Le allergie rappresentano una delle condizioni croniche più diffuse in età pediatrica. Riconoscerle precocemente e affrontarle con un percorso diagnostico strutturato è essenziale per migliorare la qualità di vita del bambino e supportare le famiglie nella gestione quotidiana dei sintomi.
Con il contributo della dott.ssa Claudia Salmaso, specialista in allergologia e immunologia clinica presso SYNLAB Il Baluardo, scopriamo quali sono le allergie più frequenti in età pediatrica, i sintomi e le opzioni diagnostiche a disposizione.
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Le allergie più frequenti in età pediatrica
L’allergia è una risposta anomala del sistema immunitario che, in soggetti predisposti, reagisce in modo eccessivo a sostanze normalmente innocue, definite allergeni. Le manifestazioni possono coinvolgere diversi organi e presentarsi con intensità variabile nel tempo.
Gli allergeni più frequentemente coinvolti in età pediatrica includono:
- Allergeni inalanti: pollini, acari della polvere, muffe, epiteli animali
- Allergeni alimentari
- Veleno di imenotteri: api, vespe, bombi, calabroni
- Allergeni da contatto
Una corretta identificazione dell’allergene responsabile è alla base di ogni decisione clinica.
Sintomi: come si manifestano le allergie nei bambini
I sintomi allergici possono interessare:
- Apparato respiratorio: rinite allergica, tosse persistente, asma
- Occhi: prurito, arrossamento, lacrimazione
- Cute: dermatite atopica, orticaria, angioedema
- Apparato gastrointestinale: dolore addominale, vomito, diarrea
- Reazioni sistemiche, fino all’anafilassi nei casi più gravi
La variabilità dei sintomi delle allergie rende fondamentale un approccio diagnostico mirato e personalizzato.
Allergie respiratorie: rinite e asma
La rinite allergica è una condizione molto frequente in età pediatrica, caratterizzata da sintomi come starnuti, prurito nasale, rinorrea e ostruzione nasale. Un approccio diagnostico corretto e un trattamento personalizzato consentono nella maggior parte dei casi un buon controllo dei sintomi.
L’asma allergica richiede invece una valutazione multidisciplinare che può includere test allergologici, esami funzionali respiratori e monitoraggio nel tempo.
Allergie alimentari e cross‑reattività
Le allergie alimentari possono manifestarsi con quadri clinici molto diversi. La diagnostica molecolare riveste un ruolo chiave nel distinguere:
- allergie persistenti da forme transitorie
- sensibilizzazioni a basso rischio da proteine associate a reazioni più gravi
In alcuni casi, i sintomi sono legati a fenomeni di cross‑reattività, come nella sindrome orale allergica. Un esempio è la cross-reattività tra betulla e mela: i bambini allergici al polline di betulla possono avvertire prurito, formicolio e bruciore del cavo orale quando mangiano una mela. Questo perché ci sono alcune proteine condivise tra pollini e frutta che possono scatenare una reazione allergica.
Un percorso diagnostico su misura
Affrontare le allergie in età pediatrica significa conoscere, diagnosticare e gestire la patologia in modo personalizzato. La diagnosi delle allergie non si basa su un singolo test, ma su un percorso strutturato, che comprende:
Anamnesi clinica
L’ascolto attento della storia clinica del bambino e dei sintomi riferiti rimane il primo e più importante passo per una corretta diagnosi e terapia delle allergie pediatriche.
Test allergologici
Il Prick Test rappresenta il test di primo livello per le allergie IgE‑mediate: è rapido, poco invasivo ed eseguibile fin dalla prima infanzia. Lo specialista applica piccole gocce di estratto allergenico sull'avambraccio e punge la pelle con una lancetta sterile per favorirne la penetrazione. Dopo 15-20 minuti, la comparsa di pomfi e prurito in corrispondenza del punto di contatto con la cute segnalerà la positività allo specifico allergene.
Il Patch Test, invece, rappresenta il test di elezione per la diagnosi della dermatite allergica da contatto. Si applicano dei cerotti sulla schiena contenenti piccole quantità di allergeni, e si osserva la reazione della cute dopo 48-72 ore.
Quando necessario, come in presenza di polisensibilizzazioni, orticaria o terapia antistaminica in corso, la diagnosi viene approfondita con esami ematici per il dosaggio delle IgE specifiche, che consentono di identificare con precisione le singole componenti allergeniche responsabili della reazione.
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Questo approccio è particolarmente utile nei bambini con polisensibilizzazioni, con sintomi complessi o poco chiari, o quando è necessario distinguere tra allergia semplice e cross‑reattività.
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